I primi cento anni di Banca Valdarno

Cerimonia ieri mattina a San Giovanni. I saluti di Regione, Provincia, Comune e della diocesi di Fiesole

23/09/2012
Valdarno
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"Viviamo tempi difficili che richiedono azioni nuove. Il nostro è lo spirito dei cooperatori, gente abituata ad andare contro corrente. Facciamo squadra perché nessuno, nemmeno il miglior talento, può farcela da solo". Scatto di orgoglio e messaggio di speranza da parte di Alessandro Azzi, Presidente  della Federazione Italiana Banche di Credito Cooperativo, ieri mattina a San Giovanni Valdarno.
L'occasione è stata l'iniziativa per i primi 100 anni di Banca Valdarno. E Azzi ha illustrato il manifesto di quella che ha definito "la finanza che vogliamo". Ha quindi affermato che essa deve essere responsabile, solidale, sociale, inclusiva. Non solo. "La finanza alla quale pensiamo è anche comprensibile, deve cioè abitare le piazze e non i templi del denaro; deve essere al servizio delle imprese e delle persone, efficiente, partecipata e perfino educante, capace cioè di mettere le persone nelle condizioni di gestire il loro denaro nelle diverse fasi della vita".
"La manifestazione di questa mattina al cinema Masaccio è stata l'esempio di come il credito cooperativo intende affrontare la crisi. "Noi realizziamo un percorso virtuoso tra banca e territorio - ha aggiunto Giulio Magagni, Presidente di Iccrea Holding. Gli utili servono per fare banca in modo migliore, per sostenere l'economia del territorio, per essere più vicini alla gente. L'Italia non uscirà dalla crisi senza il contributo del sistema del credito cooperativo: siamo una speranza per i giovani e la più grande democrazia economica sul territorio".
"Le nostre sono banche differenti - ha sottolineato Florio Faccendi, Presidente  della Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo. E lo sono anche in rapporto alla loro storia: Banca Valdarno ha scritto una bella pagina della storia economica e sociale di questo territorio. Ha iniziato, nel 1912,  senza uffici e senza sedi. Era composta e rappresentata, semplicemente, da uomini. E le persone continuano ad essere le protagoniste: il valore identitario è rappresentato ancora dal protagonismo dei soci".
Apprezzamenti per il passato e il presente di Banca Valdarno sono venuti dai rappresentanti delle istituzioni locali, in particolare dall'assessore Regionale Salvadori; dal Sindaco di San Giovanni, Viligiardi e dal Presidente dell?Amministrazione provinciale, Vasai. E l?intervento Monsignor Mario Meini, Vescovo della Diocesi di Fiesole, ha testimoniato il legame di Banca Valdarno alla sua storia e, in particolare, al suo fondatore: don Antonio Torrini.
"Il nostro percorso - ha ricordato il Presidente Gianfranco Donato - ebbe inizio proprio con lui nel 1912 con la Cassa Rurale Cattolica di Prestiti. La Previdenza. E' proseguita, nel 1937, come Cassa Rurale e Artigiana di San Giovanni e dal 2000 l'attuale denominazione è Banca del Valdarno. Figure ideali di riferimento, al momento della fondazione, furono non solo Toniolo ma anche Papa Leone XIII. Una banca fatta di persone: all?inizio soprattutto contadini ma con un costante contatto con la realtà industriale del Valdarno. Negli anni la nostra banca si è progressivamente affermata non perdendo mai gli ideali e i principi che hanno sostenuto la sua fondazione. Ha quindi sostenuto famiglie e imprese anche quando altri istituti di credito non l'hanno fatto. Oggi rappresentiamo un forte sostegno alle imprese, alle famiglie e al volontariato del Valdarno".
Donato ha quindi ringraziato i dipendenti, i dirigenti, gli amministratori che per un secolo, con professionalità e passione, hanno sostenuto il costante sviluppo della Banca.
"Oggi il nostro istituto è uno dei punti di riferimento per l'economia del territorio - ha ricordato il Direttore Stefano Pianigiani. Il 1912, l'anno della fondazione, è stato un anno di gravissima crisi, con numerosi elementi analoghi alla situazione attuale. Oggi abbiamo nove filiali nel Valdarno aretino e fiorentino,  una presenza diffusa e radicata sul territorio per dare risposte alle imprese e alle famiglie. Una forza rappresentata dai soci che adesso sono oltre 2500 e dall?essere parte di un grande sistema nazionale quale quello delle banche di credito cooperativo. Alcuni risultati del nostro lavoro sono sicuramente espressi dalla presenza di oltre 13.000 conti correnti e da volumi di raccolta ed impieghi che complessivamente sfiorano il miliardo di euro".
Al termine dell"incontro di ieri mattina, prima della celebrazione della santa Messa, il Presidente Donato ha comunicato la stampa di due volumi, curati da Paolo Bonci e da Isabella Cavicchioli, dedicati alla storia di Banca Valdarno. Due libri freschi di stampa e che l?istituto presenterà tra poche settimane.

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