La domenica ....di Domenico l'aretino Giani impegnato a garantire la sicurezza di Papa Francesco

Il filo di spiritualità che unisce Roma alla Verna e quell'afflato francescano del Pontefice

a cura della Redazione
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17/03/2013
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Attualità
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Domenica impegnativa per l’aretino Domenico Giani, capo della gendarmeria vaticana. Già a partire da questa mattina alle 10 quando papa Francesco, rompendo l’ingessato protocollo pontificio, ha abbracciato le tante persone assiepate davanti alla Cappella dove, di lì a poco, ha celebrato la Messa. Lo chiamavano “Francesco” “Francesco” come un fratello e lui ha risposto con un sorriso, un braccio alzato a salutare, come l’amico del bar. Piace Francesco alla gente, che in un momento di sbandamento e assenza totale di valori, trova in lui un punto di riferimento a portata di mano. Concetto che preoccupa ovviamente chi deve garantire la sua sicurezza. Domenico Giani per esempio, che abbiamo visto sbracciarsi, precedere il Papa in ogni spostamento, con l’appiglio professionale di sempre e con la verve che finora gli ha garantito una brillante carriera. Domenico Giani, qualche tempo fa, era destinato all’Onu. La nomina fu congelata per le dimissioni di Ratzinger. Adesso però con un Francesco così dinamico, probabilmente resterà anche perché i Papi da vegliare saranno due. L’Emerito Ratzinger e l’attuale Pontefice Francesco. Del resto il filo rosso che unisce Roma alla Verna ora è vivo ed evidente. I frati partecipano e parteciperanno alle celebrazioni di Francesco che, da martedì 19 marzo, diventerà il primo Papa con il nome del poverello d’Assisi e Dio sa quanto la nostra terra, quella che sta a cavallo tra le province di Arezzo e Perugia, sia spirtualmente intrisa di francescanesimo. 

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