Dalla stazione al centro, l'asfalto distrutto e la sporcizia dei marciapiedi di via Guido Monaco

Un altro biglietto da visita che non fa fare bella figura alla città agli occhi di chiunque arrivi con il treno. E ci perde anche la percezione della sicurezza

a cura della Redazione
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25/03/2013
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Attualità
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E dopo le scale mobili, praticamente sempre chiuse, ecco un altro punto di arrivo in città che non è certo un bel biglietto da visita per chiunque giunga con il treno. Infatti se si scende dalla stazione ferroviaria, che conserva anche lei perle di degrado e decadimento, per raggiungere il centro si imbocca via Guido Monaco. Così abbiamo deciso di fare lo stesso percorso anche noi, a piedi, telecamera alla mano. Quella che si ha è subito una sensazione di gran confusione e scarsa cura. Si parte dalla sosta selvaggia nel parcheggio davanti all'ingresso della stazione, con auto lasciate ovunque e poi ci si appresta ad attraversare la strada. I giardinetti dei Bastioni sono sempre più spesso popolati da cartacce, bottiglie e le panchine sono un vero e proprio bivacco. La cronaca testimonia come la polizia o i carabinieri siano sovuti interevenire più volte per risse tra ubriachi e situazioni di scarsa sicurezza. Eccoci quindi in via Guido Monaco. L'asfalto dei marciapiedi sembra bombardato ed anche i rattoppi non migliorano certo la situazione. La fermata dell'autobus è un palo tenuto fermo a terra da due sacchi arancioni di sabbia, ed è così da anni. Le strice per attraversare e raggiungere piazza Guido Monaco, anche questa luogo di bivacco seppur restaurata da poco, sono per metà quasi invisibili. Stessa cosa se si torna indietro verso la stazione dal lato del supermercato. Qui abbiamo trovato anche spazzatura di grosse dimensioni fuori dai cestini, seppure il nostro percorso sia avvenuto di pomeriggio, ed ecco anche due mendicanti che chiedono le elemosina e per chiudere in bellezza motorini lasciati fuori dai posti appositi che lambiscono le strice pedonali. Noi abbiamo concluso, riportando, come è dovere di un cronosta i fatti. A voi le considerazioni.

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