Picchiato perchè gay, le reazioni all'episodio

Intervento dell'onorevole Mattesini e degli assessori provinciale Borghesi e comunale Magi

01/05/2013
Attualità
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In relazione all'episodio di un giovane omosessuale che ha accusato l'amico di averlo picchiato per il suo essere gay numerose le reazioni dal mondo politico locale e da rappresentanti della societ civile:

Mattesini: “non solo solidarietà ma anche ringraziamento al giovane gay che ha avuto il coraggio di rompere il muro del silenzio”

Dichiarazione della deputata Pd, Donella Mattesini "La violenza è stata spesso associata al silenzio. Le donne hanno una lunga storia da raccontare fatta non solo di violenze fisiche ma anche di soprusi, intimidazioni, stalking. Questa fase si sta avviando alla sua conclusione perché le donne sono state e sono in grado di contrastare e reagire al silenzio. I gay hanno, se possibile, una storia ancora più drammatica e solo negli ultimi anni è stata avviata alla cancellazione l’equazione violenza eguale silenzio. Per questo al giovane che ha chiesto giustizia per l’aggressione subita va non solo la mia solidarietà ma anche il mio ringraziamento. Occorre coraggio per reagire e perché questo coraggio non sia più l’eccezione ma la norma è indispensabile che la società sappia disegnare e organizzare una rete di sostegno . Gli enti locali, e in particolare la Provincia di Arezzo, stanno ormai da tempo agendo concretamente e positivamente e le associazioni che rappresentano l’universo gay sono fortemente attive nella città e nella provincia di Arezzo. Di particolare rilievo è, soprattutto, lo spirito di collaborazione che caratterizza il lavoro sia delle istituzioni che delle associazioniNon possono e non devono esistere processi esemplari ma questa vicenda deve contribuire a rafforzare le nuove sensibilità che stanno emergendo. E in modo particolare tra i giovani e nelle scuole deve intensificarsi l’azione culturale ed etica per garantire i diritti e contrastare ogni forma di discriminazione e violenza. Infine l’impegno deve essere singolo e personale di tutti a cominciare dalle famiglie che rappresentano il nucleo nel quale affermare i valori del rispetto e dell’uguaglianza dei diritti.
Da parte mia, garantisco il massimo impegno affinché le norme contro l’omofobia diventino al più presto legge dello Stato italiano".

Carla Borghesi, assessore alle Pari opportunità della Provincia di Arezzo, condanna l'episodio di omofobia "Dispiace, nel 2013, constatare che ancora esiste un razzismo di genere accompagnato sempre dalla violenza. L’ultimo episodio accaduto ad Arezzo è il campanello d’allarme di una società che pare diventata assolutamente insofferente al diverso. Un episodio da condannare senza se e senza ma, perché di fronte alla violenza di genere non dobbiamo arretrare di un passo, ma avanzare decisi cercando di creare un clima sociale e culturale tale da impedire che fatti del genere possano ripetersi. Per me la violenza di genere, sulle donne come sugli omosessuali, è inaccettabile e intollerabile e mi dispiace che proprio Arezzo sia salita agli “oneri” della cronaca per un bruttissimo caso di omofobia. Voglio concludere con forti parole di speranza, quelle di Jason Collins, primo atleta professionista statunitense che ha dichiarato pubblicamente la propria omosessualità, questo è un passo della sua lettera: «Nessuno vuole vivere nella paura. Ho sempre avuto paura di dire la cosa sbagliata. Non dormo bene. Non l’ho mai fatto. Ma ogni volta che lo dico a un’altra persona, mi sento più forte e dormo un po’ più profondamente. Ci vuole moltissima energia per custodire un così grande segreto. Ho sopportato anni di miseria e ho passato lunghi periodi a vivere in una bugia. Ero certo che il mio mondo sarebbe caduto a pezzi se qualcuno l’avesse saputo. Eppure quando ho riconosciuto la mia sessualità mi sono sentito “completo” per la prima volta. Avevo ancora lo stesso senso dell’umorismo, le stesse stravaganze: i miei amici sono rimasti dalla mia parte». Perché nessuno vuole, e deve, vivere nella paura"

Magi: “sosteniamo la battaglia di chi reagisce alla violenza e alla discriminazione”

Dichiarazione dell’assessora alle pari opportunità, Stefania Magi: "I soprusi e le violenze si combattono, in primo luogo, rompendo il muro di silenzio e di paura che fino ad oggi hanno quasi inevitabilmente generato. Dobbiamo quindi ringraziare il giovane gay che, ripetutamente aggredito, ha fatto la scelta di non “nascondersi” e di tentare di dimenticare i soprusi subiti. Reagendo e rivolgendosi alla magistratura ha dato una lezione di coraggio civile che non solo deve essere apprezzata ma condivisa. La sua non è la battaglia di una singolo ma deve essere un passo ulteriore sulla strada dell’impegno dell’intera società. Delle istituzioni in primo luogo e penso alla indispensabile legge contro l’omofobia. Ma anche di ogni espressione della società: dalle famiglie alle scuole, dai centri di aggregazione alle società sportive alle associazioni culturali. L’impegno deve essere contro ogni forma di discriminazione e di aggressione. Non solo fisica ma anche verbale. Dobbiamo continuare a lavorare per l’affermazione della cultura del rispetto e della solidarietà.

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