Si costituisce il terzo componente della banda coinvolta nel tentato omicidio di un barista di Leggiuno (Varese) colpito l'11 maggio scorso, al culmine di una lite, da un avventore spalleggiato da altre due persone, che aveva esploso cinque colpi di pistola nei confronti di Marco Vendramini, 49 enne titolare del bar 'Maxi zodiaco', ferendolo alle gambe e all'addome, e riducendolo in fin di vita. Dopo la cattura immediata di un ventenne messinese nei pressi di Leggiuno, poi di Costantino Salcone, 39 anni, di Foggia, trovato in un casolare abbandonato di Subbiano si è costituito ieri sera alle 21 Paolo Frau, 34 anni, originario di Cagliari, che ha materialmente esploso i cinque colpi di pistola. Non aveva più soldi e indossava ancora gli stessi abiti dell'undici maggio, notte del tentato omicidio. Ha detto ai carabinieri di essere stato lui a sparare e di aver deciso di chiamarli, indicando di essere presso un bar di Subbiano, ormai stremato dalla fuga e consapevole che il cerchio si era stretto intorno a lui. Gli arrestati al momento sono ristretti presso la casa circondariale di Arezzo. Le ricerche dei carabinieri di Bibbiena, insieme a quelli di Arezzo, in totale 40 uomini, sono durate per tutto lo scorso fine settimana e sono stato molto impegnative. Boschi e casolari della vallata sono stati setacciati in lungo e largo, sfidando anche le avverse condizioni meteo. Poi ieri sera alle 21 la svolta. I due avevano scelto il Casentino perchè lo conoscevano molto bene. Il pugliese per aver abitato molti anni a Subbiano, dove conservava la residenza, ed il sardo per aver vissuto e lavorato, come pastore e boscaiolo, per 8 anni nella zona tra Bibbiena e Chiusi della Verna. I due infatti si conoscevano da tempo, avevano anche svolto la stessa attività di trasportatori per un periodo di tempo insieme. Poi si erano trasferiti al Nord. Qui il cagliaritano aveva una sala slot e gli inquirenti presumono che il diverbio sfociato nella sparatoria sia proprio scaturito da questioni di concorrenza con il bar "Maxi Zodiaco", che ha all'interno videopoker. Oppure ci potrebbe essere una questione di soldi. Al momento le indagini, dei carabinieri di Bibbiena insieme a quelli di Leggiuno, proseguono per chiarire se il sardo ed il foggiano abbiano avuto contatti che hanno agevolato la loro fuga nell'aretino.