"No alla chiusura degli uffici postali di pomeriggio", l'appello della Uil

Poste Italiane annuncia 141 giorni di chiusura nei mesi di luglio e agosto per Arezzo e provincia

26/06/2013
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Attualità
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Un NO secco alle chiusure pomeridiane degli uffici postali. La Uilposte Aretina non ci sta e annuncia battaglia contro quella che il segretario provinciale Claudio Rogialli chiama “la logica del taglio che ormai attraversa Poste Italiane”. La UILposte insomma dice NO alla scelta fatta dall’azienda sulla chiusura pomeridiana, e non solo, di tutti gli uffici (escluso uno soltanto) a doppio turno di Arezzo e provincia per un totale di 141 giornate di chiusura pomeridiana nei mesi di luglio ed agosto.

“Sembra che la logica del taglio, della riduzione alla fruizione dei servizi offerti ai cittadini attraversi, trasversalmente Poste Italiane – è l’amara considerazione del segretario della Uilposte di Arezzo, Claudio Rogialli –. Colpisce in questo piano la chiusura di Uffici posizionati in centri storici, già in difficoltà per i vari divieti di accesso, con una vocazione turistica e di sostegno alle attività commerciali e residenziali”.

L’esempio più eclatante è Castiglion Fiorentino con ben 44 giornate di chiusura pomeridiana. Ma anche Bibbiena stazione è un “caso”: 20 giornate di chiusura pomeridiana per quello che è l’unico ufficio a doppio turno di in una vallata vasta e frammentata come il Casentino, già disastrata dai tagli indiscriminati sulle zone di recapito dei portalettere. Sono invece 23 le giornate di chiusura per l’fficio Arezzo 1, 19 per Montevarchi, 10 per Arezzo 5, 8 per Sansapolcro e Camucia, 5 per San Giovanni Valdarno, 4 per Arezzo 2. Ma l’elenco potrebbe continuare, vista che in media le giornate di chiusura negli altri uffici saranno di 14 giornate. “A tutto questo disagio – spiega Rogialli – si deve aggiungere le difficoltà che dovranno sopportare i lavoratori applicati, costretti ad essere pendolari per sopperire le croniche carenze degli altri Uffici. La Uilposte Aretina non condividendo questa logica di depauperamento della presenza essenziale di Poste italiane nel territorio, fa appello ai Sindaci, alle Istituzioni, ai cittadini per unirsi nella difesa di un bene e di un servizio insostituibile”.

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