Inaugurato a Pieve Santo Stefano il piccolo museo del diario

Iniziativa collaterale alla cerimonia di premiazione

15/09/2013
Attualità
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Un piccolo museo per un grande tesoro. Il Museo è quello che è stato inaugurato a Pieve Santo Stefano, nell'ambito della 29esima edizione del Premio Pieve Saverio Tutino. Il tesoro è invece rappresentato dalle storie conservate nell'Archivio diaristico nazionale.

Il Piccolo Museo del diario, realizzato per l'Archivio dallo studio di interaction design DotDotDot, propone un percorso multisensoriale e interattivo. E' l'evoluzione di digitalizzazione delle circa 7mila storie depositate a Pieve Santo Stefano. Diari, memorie, epistolari saranno consultabili da qualsiasi parte del mondo, ma  solo nella cittadina dove ha sede l'Archivio potranno essere ammirate in un percorso espositivo unico.
Una performance di Mario Perrotta, attore e regista, testimonial dell'Archivio dei Diari ha preceduto il taglio del nastro. Poi un evento nell'evento. La donazione da parte di Eva Benatti di un manoscritto della nonna, Clelia Marchi, autrice del celebre Lenzuolo simbolo dell'Archivio. Si tratta di un libretto, ricoperto da una trina all'uncinetto nel quale spiegava l'uso di alcuni oggetti della quotidianità della vita contadina.

IL PICCOLO MUSEO DEL DIARIO Il gesto dell'apertura di un cassetto premetterà ai visitatori di scoprire il museo: da scomparti allestiti appositamente in una stanza di Palazzo Pretorio, su schermi speciali, appariranno le immagini dei diari, mentre gli attori Mario Perrotta, Paola Roscioli, Andrea Biagiotti e Grazia Cappelletti, daranno voce  alle storie dei diaristi leggendo brani salienti dei loro testi.

Nella stanza allestita a Palazzo Pretorio saranno in mostra cinque manoscritti originali, tra i quali i diari di Saverio Tutino, quelli di Vincenzo Rabito e quelli di Antonio Sbirziola. Altri 15 testi emblematici saranno poi visibili in formato digitale. Tra questi ci sono i foglietti che il 18enne Orlando Orlandi Posti scrisse alla madre durante la prigionia, prima di perdere la vita nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Ci sono poi le lettere di Ettore Finzi e Adelina Foà, sposi di origine ebrea che all'indomani della promulgazione delle leggi razziali sono scappati dall'Italia per vivere in Palestina. E c'è anche il diario di Luisa  T., la donna che ha raccontato la violenza familiare nelle pagine di un diario che è stato vincitore del Premio Pieve.

In occasione del 29esimo Premio Pieve Saverio Tutino sono state allestite la prime due stanze.
 

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