"Ieri, in Consiglio Regionale gli stessi che meno di un anno fa hanno approvato la Legge Regionale n.79 del 27/12/2012 'Nuova disciplina in materia di consorzi di bonifica', hanno deliberatamente disatteso l'articolo di tale legge che regola il diritto di voto dei consorziati", è quanto dichiara il Consigliere Regionale Marina Staccioli (FdI) a fronte della bocciatura della mozione presentata da Fratelli d'Italia per chiedere il rinvio delle elezioni consortili previste per il 30 novembre p.v.
"L'articolo 10 della L.R. 79/2012 stabilisce infatti - prosegue Staccioli - che il Consorzio di bonifica, entro i 60 giorni antecedenti la data fissata per le elezioni, debba comunicare agli aventi diritto al voto la data di svolgimento delle stesse con l'indicazione del seggio dove si tengono le operazioni elettorali ed ogni altra informazione utile all'esercizio del diritto di voto; inoltre, come si evince dall'art.9 della stessa Legge Regionale, entro il termine di 15 giorni antecedenti la data fissata per le elezioni, il Consorzio deve provvedere a darne avviso in almeno un quotidiano a rilevanza locale, specificando la data di svolgimento delle elezioni nonché l'indicazione dei seggi dove si tengono le operazioni elettorali."
"Il 30 novembre prossimo si terranno le elezioni consortili; i diritti al voto sono circa 2 milioni di cittadini toscani ovvero tutti coloro che sono assoggettati al pagamento della tassa. Noi Fratelli d'Italia abbiamo già denunciato nei giorni scorsi le irregolarità di cui si stanno macchiando queste elezioni: la famosa 'letterina di Rossi' che sta arrivando proprio in questi giorni a casa di tutti i cittadini è datata 14 ottobre e solo ora arriva nelle cassette della posta, a meno di due settimane prima del voto ovverosia fuori da qualsiasi termine di legge! A guardare quanto riportato dalla Legge Regionale che regola la materia agli articoli 9 e 10 siamo dinanzi ad una vera e propria illegalità .", questo il commento di Carlotta Andrea Buracchi, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia Arezzo, che prosegue: "E' anche doveroso affermare che la spesa per queste elezioni si aggirerà intorno a 1 milione e 800 mila euro e che, a fronte dell'ultima partecipazione al voto attestatasi poco più sopra al 2% e della disinformazione dilagante che sembra aver avvolto la questione, è ragionevole prevedere che la partecipazione si attesterà tra l'1% e il 2% degli aventi diritto, anche questa volta visto il poco che viene fatto per informare i cittadini della possibilità di espletare un diritto. Viene da chiedersi se i la totale censura sulla materia ed il conoscente, illegale, ritardo degli avvisi non siano procedure messe in atto proprio per favorire sempre i soliti noti che da una eventuale elezione non abbiano che da trarre benefici infatti pur di tenere i consorziati all'oscuro si è andati contro la legge., per non parlare poi della presentazione delle liste: chi sono i candidati? Come avrebbero fatto ad essere informati prima di ogni altro consorziato e dunque potenziale candidato?"
"Ieri in consiglio si è presentata l'occasione per ovviare a questa ambigua situazione, ma si è preferito andare avanti sulla strada dell'illegalità . I consorziati ogni anno hanno l'obbligo di pagare la tassa al consorzio per avere in cambio terreni e case allagate, perché la situazione è esattamente questa, ma non sono messi in grado di esercitare il loro diritto al voto, in quanto non vengono informati. I consorzi invece possono andare contro la legge e calpestare i diritti dei cittadini e nessuno alza un dito.", concludono Buracchi e Staccioli.

