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Consiglio comunale, dalle interrogazioni l'allarme per il degrado a Campo di Marte ed al Giotto

I lavori si sono perti questa mattina. Al centro anche il caso "sosta al Pionta", l'area di San Zeno e la vertenza dei dipendenti dell'Amministrazione

a cura della Redazione
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Due le interrogazioni all'inizio dei lavori consiliari di Roberto Ruzzi (Lega nord): “Campo di Marte è in uno stato di degrado insostenibile a causa della continua presenza di tossici e nullafacenti. Chiedo di intervenire a nome degli abitanti per ovvi motivi di igiene, sicurezza pubblica e decoro urbano. Mi sono arrivate nella cassetta delle poste alcune foto anonime dove si vede una persona che si droga in pieno giorno”.
Con la seconda interrogazione, Ruzzi ha evidenziato come “cittadini e negozianti chiedano azioni serie di controllo del territorio. A che punto è lo stato dei lavori per garantire il funzionamento delle telecamere senza fili a oggi ancora non funzionanti dopo oltre un anno dall'inizio dei lavori? E la manutenzione delle vecchie telecamere viene perseguita?”.

Francesco Francini (Pdl): “la città è sempre più degradata, se non abbandonata, non è un caso che le interrogazioni spesso vertano su tale questione. Basta che una zona sia lasciata a se stessa per qualche mese e il degrado aumenta in modo esponenziale, ad esempio se una parte di città è caratterizzata da sporcizia e abbandono dei rifiuti, le norme di civile convivenza vengono trascurate, dalle cartacce per terra ai reati. Piazza Giotto, in particolare, è diventata una cosa inguardabile se non invivibile. Ho sentito persone che commentavano furti subiti alle 9 e mezza di sera nelle abitazioni. La fontana è una discarica a cielo aperto, o  si fa zampillare 365 giorni o si elimina. Molti cittadini addebitano queste cose alla presenza della mensa Caritas e danno la colpa ai suoi frequentatori. Dovete fare qualcosa! È proprio perché c'è la mensa Caritas che la piazza dovrebbe essere tenuta come un gioiello. L'esasperazione sta crescendo fra i commercianti e i cittadini, cercate di evitare che la rabbia degeneri verso una situazione di scontro sociale. Non mancano infine animali particolarmente sgraditi come i topi”.
L'assessore Franco Dringoli ha garantito “che si occuperà della fontana. Intanto riportiamo la pista del ghiaccio in Piazza Giotto per garantire un luogo di integrazione e socializzazione positiva”.

Lucio Bianchi (Movimento 5 stelle): “ le condizioni dell'acquedotto vasariano sono pessime, crepe e crolli di materiale si susseguono. Chiedo se Comune di Arezzo e Fraternita hanno già una data di scadenza per il progetto di restauro. Inoltre come sia possibile che progetti di restauro di opere vincolate siano a firma di geometri quando la legge prevede espressamente gli architetti?”.
Franco Dringoli: “abbiamo un progetto complessivo di restauro con acquisiti i pareri della Soprintendenza. Il tema è ora finanziare l'opera e appaltare i lavori. La proprietà del bene è della Fraternita, essa si è resa disponibile a farsi carico dell'intervento che dovrà però avere un passaggio in Consiglio Comunale per la persistenza di un contratto di enfiteusi che coinvolge il Comune. Nella prossima primavera contiamo di fare partire i lavori. Sul professionista firmatario dei progetti, i gruppi di lavoro che l'amministrazione in questi casi mette in piedi prevedono sempre la presenza di un architetto”.

Gianni Cantaloni (Pdl): “gli studenti universitari condividono la regolamentazione della sosta al Pionta ma passare repentinamente da una situazione senza controlli alla rimozione dei mezzi preoccupa i ragazzi che hanno scritto un promemoria all'assessore Dringoli chiedendo di poter accedere nell'area grazie a un sistema di riconoscimento”.
Franco Dringoli: “la regolamentazione degli accessi si è resa necessaria per l'abuso che si è fatto del Pionta a fini di transito e sosta. A oggi, dopo l'emissione dell'ordinanza in questione, non ci sono state rimozioni forzate o multe ma già registriamo un calo vertiginoso degli accessi vietati. La pulizia dell'area verrà poi perseguita anche grazie ai volontari del servizio Utiletà e il Comune assumerà la regia della manutenzione periodica della zona, a partire delle piante. Più che promemoria, mi sono arrivate poche e-mail”.
Ancora Cantaloni: “sulla Due Mari stiamo rasentando l'incredibile. Gli ultimi articoli prospettano lavori che destano molta preoccupazione. Ma quali sarebbero stati i contatti avuti dal Comune con altri enti o società per arrivare a progetti del genere? E perché le notizie in materia possono essere conosciute solo leggendo un giornale?”.
L'assessore Stefano Gasperini ha precisato che “in realtà siamo a un punto in cui sono state prospettate alcune soluzioni, non c'è la formalizzazione di progetti concreti. Solo quando li avremo li sottoporremo al Consiglio Comunale”.

Roberto Bardelli (Pdl): “la confusione regna sovrana sull'area di San Zeno. La vicenda Safimet dura dal 2005 e ora per essa si aggiunge un nuovo attore: Aisa. Per quale motivo il ricorso sul progetto di trasferimento dell'azienda a San Zeno è stato fatto da Aisa e non dal Comune? Perché per la Provincia queste perplessità non esistono e il progetto può andare avanti?”.
Ha risposto il Sindaco Giuseppe Fanfani: “come noto per San Zeno enti gerarchicamente superiori al Comune hanno concepito un termovalorizzatore da 75.000 tonnellate contro le attuali 35-40.000. Contemporaneamente intorno a quell'area si sono concentrati altri interessi, di uno è portatrice la Valli Zabban che vuole trasferire in San Zeno la sua attività e intende farlo grazie alla vendita immobiliare dell'area che occupa attualmente. Una operazione che sconta le difficoltà economiche del momento. È comunque l'intervento più soft. Poi c'è la richiesta della Safimet e per questo la Provincia prevede il trattamento per incenerimento di 1.000 tonnellate di rifiuti speciali e il trattamento chimico, non l'incenerimento, di 12.000 tonnellate annue, la stessa quantità che oggi tratta la Chimet. Praticamente avremmo un doppione di quest'ultima nella stessa zona. Credo con conseguenze facilmente prevedibili per l'area. Concentrare un sistema di aziende che si occupano di trattamento dei rifiuti è un passaggio talmente impegnativo da valutare con la dovuta attenzione. Ho visto con favore il ricorso di Aisa e ho chiesto alla Provincia di metterci a tavolino per rivalutare la situazione. Stiamo preparando un'adesione formale al ricorso di Aisa che verrà deliberato in Giunta mercoledì prossimo”.
Sempre Roberto Bardelli ha chiesto “il perché della mossa a sorpresa del 27 ottobre scorso relativa alla revoca a Stefania Magi della delega ai diritti degli animali”.

Roberto Barone (Idv) ha chiuso questa fase dei lavori: “tra il 27 ottobre e il 7 novembre è maturata la decisione della Giunta di autorizzare la delegazione di parte pubblica a distribuire unilateralmente ai dipendenti del Comune il salario accessorio. Fino a quei giorni le assemblee del personale avevano dato mandato ai sindacati di non firmare le ultime proposte peggiorative dell'amministrazione. Il Sindaco ha giustificato tale scelta dicendo che i lavoratori rischiavano di perdere il premio. Ma nell'atto unilaterale si adduce tutt'altra motivazione, ovvero scongiurare pregiudizi all'efficiente svolgimento dell'attività dell'ente. Qual è allora la motivazione vera? Non è che si vuole spaccare i lavoratori e dividere lavoratori e Rsu? Non avete così alimentato la scontentezza fra i dipendenti e alimentato sfiducia nei vostri confronti, elementi che non garantiscono di certo la qualità del lavoro?”.

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