Sul riordino delle centrali del 118 la giunta regionale deciderà il prossimo 16 aprile. Il completamento del riassetto era stato annunciato per la fine di gennaio, e infatti è del febbraio scorso un’interrogazione bipartisan il cui primo firmatario ed estensore era il Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (Pdl) in cui si chiedeva alla Regione se intendesse rispettare i criteri di localizzazione che essa stessa si è data. Già perché dal dibattito non parrebbe sicuro, e ciò comporterebbe qualche rischio: «Certo – spiega Mugnai – il pericolo è di continuare a penalizzare i territori che non sono sede di aziende ospedaliere o gli operatori del sistema di emergenza-urgenza, in particolare i volontari che con la loro abnegazione tengono in piedi la gran parte del settore e che già patiscono i problemi relativi ai ritardi sui rimborsi. Se la Regione rispetterà i suoi propri criteri – prosegue – la localizzazione dovrebbe ricadere su Viareggio, Arezzo e Pistoia. Tra l’altro, a quanto ci risulta, anche le stesse associazioni di volontariato hanno prodotto alla giunta uno studio che procede in questa direzione». La materia è delicata, e i suoi riflessi sul benessere della popolazione risultano evidenti. Per questo, nell’interrogazione del febbraio scorso rimasta finora senza risposta, Mugnai e gli altri firmatari chiedevano una soluzione di ubicazione delle centrali operative del 118 che abbia «il vantaggio di non depauperare ulteriormente i territori periferici, mantenere standard qualitativi di eccellenza, non demotivare quegli operatori che con sacrificio ed impegno hanno costruito negli anni sistemi di assoluta qualità ». I Consiglieri in realtà chiedevano anche «di privilegiare quelle strutture che hanno instaurato un rapporto di collaborazione, sia in Centrale operativa che sul territorio, con le associazioni di volontariato per il trasporto sanitario» e «se non si ritenga utile ascoltare le indicazioni che questi ultimi vorranno fornire a livello regionale». La risposta, a occhio e croce, ormai arriverà coi fatti. «Mi preme sottolineare – afferma ancora Mugnai – che il volontariato rappresenta in Toscana anche un insostituibile presidio per la tenuta sociale e solidale della nostra regione, frutto di 700 anni di una storia che ha caratterizzato la Toscana. Avvilirne le istanze sarebbe veramente ingiusto, anche perché c’è il pericolo che questo patrimonio civico si perda o si penalizzi compromettendolo in maniera radicale. Davvero i vertici dell’attuale governo regionale vorrebbero essere ricordati per aver messo la parola fine a questa bella storia?»

