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Nasi all'insù nella notte delle stelle, giovane aretino ci "regala" strepitosi scatti del cielo notturno

In esclusiva immagini fatte in Namibia da Giacomo Bartolacci

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Proprio quando, in questi giorni, siamo tutti con il naso in su e lo sguardo attento, appena cala la notte, per cercare di cogliere le tanto attese "stelle cadenti", ecco che c'è chi questo cielo stellato lo vuole vedere nel suo insieme, nel suo più profondo essere e cercare di scovarne un nuovo, anche se piccolo, particolare. Il giovane Giacomo Bartolacci, laureato in farmacia e che con i genitori gestisce la la farmacia di Lucignano ha anche una grande passione: la fotografia, supportata da un'immensa voglia di conoscenza che cerca attraverso l'obiettivo di "saziare" anche se in minima parte. Certamente a questo dottore non mancano le iniziative e la determinazione e proprio l'altro giorno è tornato da un viaggio in Namibia ( Sud Africa Occidentale). Lo scopo? Come ci dice lui stesso: "Per fotografare il cielo notturno australe".
Perché proprio la Namibia? Giacomo non "sottolineando" la nostra ignoranza in materia, ci spiega  "Proprio qui, in questo sito africano, ci sono le condizioni ideali per riuscire a fotografare al meglio il cielo notturno, dato l'inquinamento luminoso è pari a zero, l'umidità è relativamente bassa e in questo periodo non ci sono nuvole, il tutto permette un'ottima trasparenza, oltretutto eravamo in quota a circa 1300 metri. Con me c'erano 10 persone, tutte naturalmente con lo stesso scopo, il luogo era una fattoria, dove fra l'altro venivano allevati ovini e bovini. Il più vicino centro abitato era distante da noi circa 180 chilometri ed era la capitale Windhoek, grande come Arezzo ma con un minore numero di abitanti. Dove eravamo era completamente circondato dalla tipica savana africana. Gli sbalzi di temperatura erano molto sensibili si passava dai 4 gradi della notte ai 25 del giorno. Queste temperature erano così considerando il fatto che lì era in atto l'inverno australe".
Quale era la giornata tipo? "Alle 9.30 sveglia, 10.30 colazione/pranzo con menù continentale ed intercontinentale, dato che i proprietari della fattoria erano tedeschi, dalle 12 alla 16 riposo. Dalle 16.00 alle 18.00 si procedeva all'archivio fotografico ed alla preparazione delle strumentazioni. Dalle 18.00 alle 19. 00 la cena. A quell'ora era completamente buio. Poi ognuno nella sua postazione fino 05.00 e via agli........ scatti."
Nella postazione era da solo? "No, ero con il mio amico, con il quale condivido la stessa passione per la fotografia e che avevo fatto il viaggio insieme".
8 giorni in quel silenzio "assordante", non è che questo rendeva la vostra permanenza troppo pesantemente solitaria. "Il solo vedere la bellezza del risultato del nostro lavoro fotografico, ci rendeva così felici che tutto il resto passava in secondo piano".
Ma quante fotografie sono "nate" dalla vostra tenacia e perché no: bravura? " Più di 300 foto relative al firmamento e circa cento al paesaggio che ci circondava".
Soddisfatto? "Molto soddisfatto, dato che tutto è andato secondo le più rosee previsioni, posso dire che ho fatto: "Bottino Pieno!".
Questo giovane lucignanese doc a conferma dell'ottimo lavoro fatto ci ha regalato alcune delle meravigliose foto (allegate all'articolo) che danno veramente l'idea della misteriosa ed affascinante bellezza nella quale possiamo gettare beatamente lo sguardo.
 

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