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Barbara Bennati: una smentita su un termine che rafforza un concetto folle

L'opinione de' Botoli

a cura della Redazione
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La nostra intervista di ieri all'assessore Barbara Bennati ha scatenato un putiferio mediatico che sta avendo riscontri in tutta Italia. La notizia rimbalzata dal nostro sito viene stamani ripresa e pubblicata da svariate testate nazionali, ma già un'ora scarsa dopo la nostra prima pubblicazione, l'ufficio stampa del Comune di Arezzo aveva diffuso una nota di precisazione, nella quale la Bennati stessa diceva di non aver voluto intendere quel che nella realtà dei fatti aveva detto, e chiaro. E grazie a Dio l'intervista era in video, e integrale, sennò saremmo stati tacciati di aver frainteso. Non credo che ci sia nessuno che possa fraintendere quel che l'assessore ha detto ieri. Non c'è alcun dubbio sul fatto che lei abbia parlato di una cosa che non può essere accettabile.

Corsi di autodifesa? Legittima difesa? No, non tutto questo. Non ho dubbi su cosa intendesse l'assessore, secondo me parlava proprio di autodifesa e corsi vari, ma voglio concedere il beneficio del dubbio, e soprattutto la possibilità di dire "ho detto una sciocchezza" e correggersi. Ma nella nota stampa di precisazione, da noi prontamente pubblicata nel rispetto del contraddittorio, è il concetto di fondo, gravissimo, che non viene smentito ma rafforzato.

Quello che è grave oltre ogni limite è che un assessore che dovrebbe risolvere questi problemi, dice chiaro e tondo che i cittadini devono adeguarsi e imparare i comportamenti da tenere quando queste cose succedono. Qualcuno spieghi all'assessore Bennati, che i cittadini non possono e non devono adeguarsi all'illegalità, ed è assurdo pensare a comportamenti da tenere. Sarebbe come dire che i palermitani (non me ne vogliano, è solo un esempio) devono adeguarsi alla mafia, o i napoletani (non ce l'ho nemmeno con voi) alla camorra. Sarebbe come dire che gli automobilisti devono adeguarsi a un solo pazzo che guida contromano. Dovremmo mettere teli di plastica sui monumenti contro gli escrementi dei piccioni, invece che debellarli e allontanarli? E perchè dovrebbe elevare contravvenzioni a chi parcheggia sui marciapiedi, la Polizia Municipale, invece di mettersi a far scansare i pedoni perchè non vadano addosso alle macchine? A chi ha un vicino che tiene musica a tutto volume alle tre di notte, consiglierebbe dei tappi per orecchie?

Ma analizziamo diversamente la questione. Parliamone. Quali sarebbero secondo l'assessore questi comportamenti, escludendo ovviamente l'autodifesa? Mettiamo che una signora di 83 anni passi per Piazza Guido Monaco con il suo carrellino per la spesa che non riesce nemmeno più a portare a braccia, e che improvvisamente succeda quel che è accaduto solo due giorni fa e cento altre volte negli ultimi mesi. E cosa dovrebbe fare? Qual'è il comportamento che quella signora dovrebbe tenere? Come dovrebbe comportarsi? Dovrbbe fuggire? E come a 83 anni? O dovrebbe mettersi a pregare e confidare nella divina provvidenza? Di certo l'ipotetica signora 83enne non potrebbe difendersi, quindi almeno per lei di corsi di autodifesa di certo non si parlava. E tutti gli altri? Quali sono gli "elementi di autotutela e di autodifesa"?

Restiamo in attesa della nota di precisazione che spieghi quali sono i comportamenti a cui si alludeva, ma certe volte invece che dire "sono stata fraintesa", basterebbe dire "ho detto una sciocchezza, scusate".

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