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Un anno fa si era incatenato fuori dal tribunale, adesso torna ad Arezzo ed annuncia di voler fondare un partito, VIDEO

Enzo Prosperi è di nuovo in città. Ha deciso di dare vita ad una formazione che si chiamerà "Legalità, giustizia e rinnovamento"

a cura della Redazione
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Un anno fa si era incatenato fuori dal tribunale per denunciare la sua storia di "vittima di errori giudiziari". Adesso è tornato di nuovo ad Arezzo da dove annuncia di voler fondare un partito. "Legalità, giustizia e rinnovamento" questo il nome che Enzo Prosperi, 60enne milanese trapiantato nell'aretino,  intende dare alla sua formazione. "Dallo scorso anno non è cambiato nulla. La mia storia è quella di un ex imprenditore che essendosi incontrato con una banda di truffatori ed avendoli scoperti è rimasto incastrato nelle maglie della giusitizia. Questo dodici anni fa, da quel momento è finita la mia vita. Dopo dieci anni di esistenza straordinaria, mi sono ritrovato a non avere più nulla e dover vivere con una pensione di invalido civile da 260".

E questo è a grandi linee il passato di Prosperi. Ma adesso? "La vicenda di oggi è ancora più triste perchè un italiano come me, una persona onesta, che ha creduto nella giustizia si ritrova a doversi relazionare con un mondo completamente diverso. Quando vai a parlare per i tuoi diritti ti scontri con una burocrazia assurda, con magistrati e forze dell'ordine che ti mettono davanti leggi. In Italia abbiamo tante leggi. lo stesso reato può essere giudicato in maniera diversa". Ed ecco il suo "slogan": "A questo non ci sto più, mi spiace lasciare un Paese dove non ci sono più speranze. Dove i giovani non hanno futuro e l'unica cosa che si può fare, seguendo l'esempio dei nostri governanti, è deludere. Quindi, io dico basta. Se in Italia ci sono persone come me, che sono oneste, che non vogliono far diventare l'Italia un Paese del quarto mondo dobbiamo reagire". Onestà e voglia di cambiare le cose, questi insomma gli ideali del partito che Prosperi intende fondare. L'annuncio lo ha fatto sempre fuori dal tribunale, nello stesso luogo in cui lo scorso anno aveva messo in atto la sua protesta.

Di seguito l'intervista

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