«Era prevedibile, ma adesso ci siamo davvero. Ballottaggio tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. In questa fase cruciale è noto come i due candidati siano “a caccia” di voti, soprattutto di quelli che al primo turno hanno deciso di votare Nichi Vendola che con il suo 16% circa ha ottenuto secondo noi un ottimo risultato. Splendido, se si guarda al sud e alla sua Regione Puglia, dove lo conoscono per ciò che ha fatto negli ultimi anni e per questo lo stimano ancora di più - dichiara il segretario del PdCI Giancarlo Cateni -
Renzi nel frattempo sembra che voglia quasi “braccare” gli elettori di Vendola, fargli “cambiare idea” e sposare la sua causa, come se essi non avessero una propria coscienza critica e non riuscissero a distinguere discorsi populisti da altri, sinceri, fatti da una persona per bene come Nichi Vendola o Pierluigi Bersani.
La mia riflessione, quella che voglio condividere con i cittadini, i simpatizzanti del PdCi, gli amici e i “compagni” tutti è molto semplice. Non dobbiamo mancare questo secondo appello elettorale.
Insieme, dobbiamo sforzarci ancora una volta di dare il nostro contributo al centrosinistra. Io andrò a votare e voterò Pierluigi Bersani.
Lo farò non solo perché non mi piacciono i modi e i contenuti di Matteo Renzi (leggendo il suo programma elettorale non si capisce mai dove voglia andare a parare e, tra le altre, le proposte sull’immigrazione sono imbarazzanti e velatamente razziste), ma proprio perché voglio che il mio voto al primo turno a Vendola non vada completamente perduto.
Voglio infatti che quel voto torni a valere alle prossime elezioni politiche. Tra i cinque candidati la mia preferenza è andata a quello che riusciva meglio a interpretare il mio modo di vedere il mondo, così come di tanti altri elettori che sono sempre stati di sinistra. Non mi arrendo, spero ancora in un futuro più equo.
Credo fermamente che Pierluigi Bersani sia colui che più si avvicina alla mia scelta iniziale e che, se dovesse vincere, dovrà certamente lasciare che coloro che hanno scelto Nichi Vendola, insieme alle tante anime dell’elettorato più di sinistra, partecipino attivamente alla formazione di un programma comune più equilibrato (e meno democristiano) e, perché no, alla costruzione di un Governo migliore» conclude Cateni.

