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Zerbini:" Potremo andare da soli con il marchio Us Arezzo". Assemblea dei soci: fumata grigia

La Sport&Events avrebbe manifestato l'intenzione di portare avanti la trattativa con i campani. Ancora rinviata l'approvazione del bilancio

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Umberto Zerbini rompe il silenzio. Lo fa attraverso quello che lui ha titolato "L'editoriale del Villaggio" e che ha inviato in tarda serata alla nostra redazione. Di seguito pubblichiamo integralmente il suo pensiero.

L’Editoriale del Villaggio

Il panorama sotto il cielo amaranto

di Umberto Zerbini

"Affacciandosi alla finestra ad osservare il panorama sotto il cielo amaranto, non possiamo non prendere atto degli impegni formalmente e congiuntamente assunti di fronte ad una città intera, e non solo, per un progetto duraturo sul calcio aretino. I fatti sono noti: c’è una società, l’ allora Atletico Arezzo, che ha  più volte richiesto all’Amministrazione Comunale terreni per costruire un centro sportivo dove poter creare un proprio settore giovanile; c’è una Amministrazione Comunale che ha orientato ed indirizzato delle decisioni per rispondere a tale necessità, coinvolgendo la società titolare degli impianti di via divisione garibaldi, e c’è questa società cittadina che porta la propria storia, gli ingenti investimenti fatti sulle strutture ed i propri tesserati in dote a questo progetto. E poi c’ è la presentazione formale di questa “rivoluzione copernicana” il 17 aprile, e il taglio del nastro del Villaggio Amaranto, l’ 11 giugno. Ci sono proprio tutti, istituzioni, dirigenti e tifosi. E poi ci sono le difficoltà dei soci dell’Arezzo, che ad oggi non sono stati in grado di dare seguito agli impegni per gli ulteriori investimenti nelle strutture. E questo è ciò che tutti hanno potuto osservare, affacciandosi alla finestra. Ma nel panorama sotto il cielo amaranto c’è un particolare che rimane nello sfondo di occhi che non sanno vedere, c’è un albero che cresce forte e robusto, sfuggito ai distratti o volutamente ignorato. Cioè che il Consiglio Federale, con firma del presidente Abete, ha ratificato la nascita di uno specifico marchio per questo progetto, accordandogli il nome di US Arezzo F.A. (Football Academy). Che questo marchio ha un Presidente aretino, collaboratori aretini e calciatori aretini, e soprattutto autonomia amministrativa e matricola propria. E che ha rappresentanza e gestione esclusiva, con un contratto firmato e depositato, del settore giovanile dell’US Arezzo. Un marchio e progetto sul quale si sta continuando ad investire. Questo marchio dunque è già US Arezzo,  di nome e di fatto, e non ha bisogno di millantare alcunchè. Che divenga il motore della prima squadra o a breve l’avversario del derby cittadino, è storia che verrà. Certo resta che oggi il Villaggio Amaranto è ancora una grande e concreta opportunità per il rilancio e la solidità finanziaria del calcio aretino. Basta che chi deve voglia coglierla. Perciò, chi si affaccia alla finestra ad osservare il panorama amaranto vedendo solo nero attorno, come metafora di un “fallimento”, si è semplicemente  dimenticato di aprire le persiane. Per dirla con Einstein, “le idee innovatrici incontrano sempre violenta opposizione da parte delle menti mediocri”.

Nel frattempo dall’assemblea della Sport@Events, svoltasi ieri sera a Roma, è emersa l’ennesima fumata grigia.  I soci, alla presenza del nuovo amministratore delegato Petrucci,  avrebbero manifestato l’intenzione di proseguire la trattativa con il gruppo campano che fa riferimento a Cocci e Taglialatela. L’offerta è nota: 300mila euro.  Prima di dare il via libera definitivo ci sono, però, ancora un po’ di cose da sistemare e nei prossimi giorni dovrebbero riprendere i contatti tra Severini e Cocci.  La trattativa, per i modi nei quali si sta svolgendo, non ha mai convinto fino in fondo, perciò bisogna andarci cauti su un eventuale epilogo positivo.  Per adesso, dunque, nessuna decisione definitiva è stata presa. C’è poi il nodo del bilancio che non è stato ancora sciolto, nel senso di approvato.  Un passaggio delicato considerate le divergenze tra i soci. Intanto, dicembre e la riapertura del mercato si avvicinano e di tempo ne è stato perso fino troppo.

 

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