I massimi esponenti dell'U.S. Arezzo hanno visitato questa mattina la Casa di Riposo Fossombroni di Arezzo. Il presidente Mauro Ferretti con la moglie Elisabetta e la figlia Federica, insieme al Vice Presidente amaranto Enrico De Martino con la moglie Cira ed al Team Manager Giulio Cerquozzi sono stati ricevuti dal direttore dell'azienda pubblica di servizi alla persona Stefano Rossi, tra l'altro storico tifoso amaranto. Con lui il responsabile dei servizi socio-assistenziali Bernardo Franco e lo staff.
Dalla sala centrale, al giardino, dal Centro Diurno al nucleo Alzheimer con la terrazza con vista su Arezzo. Ferretti e la dirigenza amaranto hanno potuto visionare la nuova organizzazione di quella che tutti affettuosamente chiamano Pia Casa. Culmine della visita è stato il terzo piano con la coordinatrice dell'Emotion Group Roberta Piantini che ha spiegato e fatto toccare con mano le finalità della sala multisensoriale con le attività personalizzate svolte per gli anziani, per i bambini e per chiunque voglia trarre benessere e miglioramenti dagli stimoli sensoriali che offre.
Il momento più emozionante quando la delegazione amaranto fuori dalla sala multisensoriale ha incontrato alcuni anziani residenti tra cui Giuseppe Borgogni e Dino Montagni. Dino, da oltre sessan'anni vive alla Casa di Riposo, fin da quando era un orfanotrofio. Appassionato delle sorti amaranto, ha salutato il presidente Ferretti lanciandogli un appello chiaro e molto sentito: “Ricordo con affetto tutte le volte che sono venuto a tifare l'Arezzo, credo che quest'anno ci darete tanta soddisfazione, perché, presidente – ha concluso con convinzione Dino - oggi l'Arezzo bisogna che salga.”
“Una visita emozionante – ha commentato all'uscita il presidente Ferretti – fa piacere vedere queste persone anziane che hanno così tanta passione per l'Arezzo, per la squadra della città, c'è da imparare da loro.”
“Siamo stati onorati della loro visita – ha dichiarato il direttore dell'ASP Fossombroni Stefano Rossi – abbiamo cercato di far vedere loro la vita che si vive quotidianamente qui e poi l'innovativa sala multisensoriale che ha attirato le attenzioni della dirigenza amaranto e dei loro familiari.”

