Un film divertente, spettacolare e con una colonna sonora raffinata basata sul “Guglielmo Tell” di Rossini, con qualche lungaggine di troppo e un ritmo che a tratti non decolla. La sfida che sta alla base del film di Gore Verbinski ( il regista dei Pirati dei Caraibi) è tra John Reid, uomo di legge, educato in città e il terribile bandito Butch Cavendish. Durante la spedizione, però, un'imboscata uccide suo fratello, il Texas Ranger Dan Reid, e gli altri uomini della compagnia. John viene salvato da Tonto, un indiano, e da un cavallo bianco, trio che diventerà indissolubile. La trama risale agli anni Trenta e nasce negli Stati Uniti in radio. Non è un caso che il film prende il via proprio nel 1933 dalla visita di un bimbo dai grandi occhi scuri, vestito da piccolo “Lone ranger” al Lunapark. Qui il bambino trova in un museo “The noble savage” che poi si rivela il Tonto. Il suo stupore è tanto quando l'indiano parla e gli rinnova i fasti delle imprese di Lone ranger e Tonto, come dire, non dimentichiamoci delle emozioni del cinema perchè basta una parola o una sguardo che essere riprendono nuova linfa. La storia però, anche in virtù di questo romantico escamotage, si ingarbuglia fino a scendere di tono, per poi riprenderlo nel bel finale. Nel tramato del tessuto narrativo non manca niente ma inevitabilmente l'emozione si stempera regalando al film una sorta di aurea da videogioco. Bello però è il finale con cattivi e buoni mescolati in una battaglia senza esclusione di colpi. Tra gli attori simpatico Armie Hammer mentre Jhonny Depp fa il verso a se stesso anche se resta simpatico questo non c'è dubbio.

